Roero Arneis

Si tratta di un'uva bianca storica piemontese che, un po' dimenticata fra gli anni Cinquanta e Settanta, è stata riscoperta e valorizzata fino a ottenere la DOCG sia nella versione ferma, sia in quella spumante. E' nota fra gli esperti anche con il nome di Nebbiolo Bianco, forse perché ha origine, in provincia di Cuneo, in una parte del territorio dell'Albese, il Roero, dove prevalgono gli impianti classici del Nebbiolo. Gli intensi studi che sono stati fatti hanno migliorato to le sue caratteristiche e oggi il Roero Arneis può essere considerato un raffinato bianco di grande personalità.

Nel territorio del Roero l'Arneis viene considerata una varietà indigena e, per questo, i produttori le sono particolarmente legati, anche se per molto tempo le hanno preferito le uve a bacca rossa. Nel passato, infatti, le viti di Arneis venivano impiantate nelle parti periferiche del vigneto, praticamente a cornice della vigna stessa, in modo che proteggessero i più preziosi grappoli di Nebbiolo o di Barbera dagli uccelli e dai cacciatori. Gli anni ni dopo il 1970 hanno rappresentato la piena riscossa di questo vitigno, che oggi è diffuso nei vigneti per oltre 400 ettari.

II Roero è un territorio abbastanza limitato. Si trova sul versante sinistro del Tanaro, di fronte ad Alba, e prende il nome dall'antica famiglia che governò per secoli il piccolo feudo. I vigneti più importanti sono distribuiti lungo un itinerario che tocca Castellinaldo, Vezza d'Alba, Canale d'Alba, Montaldo Roero, Baldissero d'Alba, Monteu Roero, Santo Stefano Roero, Santa Vittoria d'Alba, Bra.

Vino bianco dai caratteri fragranti, il Roero Arneis accompagna a tavola i piatti di entrata, in particolare gli antipasti di verdura e di pesce, anche se non trascura i primi piatti di paste lunghe condite con tonno o frutti di mare. Gustoso il suo impiego anche come aperitivo in compagnia di semplici stuzzichini. Si serve alla temperatura di 8-10 °C.

La DOCG Roero annovera anche un vino rosso, denominato semplicemente Roero e prodotto con la netta prevalenza (95%) delle le uve Nebbiolo. Nel medesimo territorio, oltre alla Barbera per Barbera d'Alba, si coltiva un vitigno simile al Brachetto ed il cui vino - un mosto parzialmente fermentato - è commercializzato con il marchio collettivo di Birbét.

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