Dolcetto

Il Dolcetto, presente nei vigneti piemontesi con estensioni imponenti, è tutelato da disciplinari che differenziano sei DOC (Dolcetto d'Acqui, di Asti, delle Langhe Monregalesi, di Ovada, di Alba e di Diano d'Alba) e una DOCG, il Dolcetto di Dogliani o Dogliani. Caratteristica comune a tutti è che l'uva dev'essere Dolcetto al 100%; non sono consentite aggiunte, e le differenze, quando ci sono, sono dovute quindi alle diverse condizioni di terreno e di clima, che possono variare anche impercettibilmente in un'area di pochi chilometri quadrati. Per produzione e qualità, il Dolcetto d'Alba e quello lo di Diano d'Alba sono, per costanza di riconoscimenti internazionali, nazionali, i più noti. I due vini si differenziano infatti dagli altri per una maggior ricchezza di corpo. Il Dolcetto viene vendemmiato alla fine di settembre; la fermentazione si sviluppa in vasche generalmente in acciaio inox, talvolta in cemento, mentre tre la maturazione può avvenire in botti di rovere di varie dimensioni. Quando il vino supera i 12,5° ha diritto alla qualifica Superiore e a un invecchiamento obbligatorio di un anno.

Originario del Piemonte, il vitigno del Dolcetto, valorizzato in misura massiccia a partire dal XVII secolo, ha suscitato interesse e attenzione di studi da parte di molti esperti. Nelle ampelografie dell'Ottocento appare come "Dolcetto Nero" e lo si segnala coltivato con diversi nomi: "Douce noir" in Francia, "Turin" o "Plant de Turin" nel Jura, "Savoyard" nella Cóte d'Or e "Provenpal" in Provenza. È sempre stato considerato tuttavia un vitigno in grado di produrre un vino poco alcolico, da bersi entro l'anno. In Piemonte in passato il Dolcetto era un vino secco o leggermente dolce, da accompagnare ai dessert. Oggi, con le moderne tecniche di produzione, ha acquisito la legittima dignità di vino importante. 

Un viaggio alla scoperta del Dolcetto d'Alba e di Diano d'Alba non può seguire un solo itinerario. L'area di produzione ricalca spesso quelle in cui si producono Barolo e Barbaresco. Anche le cantine spesso sono le stesse. Per un panorama completo delle etichette di maggior prestigio sono consigliabili visite all'Enoteca Regionale di Grinzane Cavour, alla bottega del vino di Diano d'Alba, all'Enoteca Regionale di Mango e alla Cantina Comunale di La Morra. Nel comune di La Morra, in Frazione Annunziata, presso la Cantina Ratti, può risultare molto interessante la visita al Museo degli antichi attrezzi della vigna e della cantina, unitamente ad un'ampia raccolta di documenti storici sulla vite e sul vino. Classico vino da tutto pasto, il Dolcetto to va servito fresco di cantina, sui 14-16 °C di temperatura. tura. Predilige antipasti di salumi, lumi, primi piatti con salse ricche a base di carne o di funghi, paste ripiene, tipo agnolotti e ravioli, con farcia di carne e condite con burro e formaggio, pietanze di carne ne bianca e rossa, polente condite, formaggi freschi come me le robioline delle Langhe e di media stagionatura. Somma Giulio

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