Sagrantino di Montefalco

In Umbria, la tradizione vinicola si era dedicata soprattutto al Sagrantino in versione Passito, mentre durante i pasti si utilizzava principalmente il Sangiovese. Negli ultimi vent’anni è stato invece riproposto in grande stile il Sagrantino di Montefalco, un vino estremo (come ben si vede nella produzione di Caprai) grazie alla sua ricchezza in estratti e in tannini, che ha avuto un notevole successo commerciale e che è stato oggetto di investimenti da parte di numerose aziende, non solo locali. La tendenza produttiva attuale di parecchie cantine di successo (a partire dall’emergente Tenuta Bellafonte) guarda per lo più a vini di misurata estrazione tannica affinati in legno piuttosto grande, riprendendo lo stile introdotto verso la fine degli anni ’70 da cantine come Adanti e Antonelli. Produzione annua media di quasi 2 milioni di bottiglie di Montefalco Sagrantino Docg, di poco superiore quella di Montefalco Rosso Doc, a prevalente base di uva Sangiovese.

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